ELVIO CHIRICOZZI | Carichi di chiaro in notte acre

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Minuzia esecutiva e matura abilità manuale caratterizzano il lavoro di Elvio Chiricozzi (Viterbo, 1965) che, con fittissime linee di grafite su ampie superfici di tela o tavola, impiega molte ore per far emergere l’immagine.

Elvio Chiricozzi, Si aprì e poi si chiuse, 2017, matita su tela, 200×200 cm

Dal 2013, con la serie Ritroverai le nubi, la sua produzione si è concentrata sulle nuvole e successivamente sui fulmini, partendo da un’attenta osservazione del cielo e dei suoi mutamenti.
Le nubi hanno da sempre attratto l’immaginario umano: leggere e bianche viaggiano nel cielo azzurro, grigie e gonfie di pioggia trasformano il cielo fino a scaricare a terra fulmini luminosi e il loro carico di acqua. Questi lavori più recenti partono da fenomeni naturali impalpabili, ma vogliono far riferimento alla mutevolezza di densità e di aspetto del nostro essere.

Elvio Chiricozzi, Nuvola, 2015, matita su tela, 200×300 cm.

Claudio Libero Pisano, autore del testo che accompagna la mostra, sottolinea che:

“il rigore esecutivo è lo specchio della personalità dell’artista che non ammette scorciatoie e sceglie invece di dilatare il tempo senza darsi alcuna meta”.

Fino al 20 gennaio 2017
Anna Marra Contemporanea
via sant’angelo in pescheria, 32
00186 | roma (italy)

Photo: Installation view Simon d’Exéa. Thanks to Anna Marra Contemporanea.

Articolo pubblicato su Artribune il 2/12/2017

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